Il Coro Alessandro Moreschi ha celebrato venticinque anni di vita

Ieri sera, domenica 24 maggio 2026, nella Parrocchia Santa Maria Assunta di Monte Compatri, il Coro Alessandro Moreschi ha celebrato venticinque anni di vita con il patrocinio del Comune di Monte Compatri.
La celebrazione è stata organizzata nella prima serata del tradizionale Festival Moreschi In Coro per l’Angelo di Roma, giunto alla sua 18a edizione, invitando i quattro maestri che si sono succeduti nella direzione del Coro.
L’evento è stato patrocinato anche da:

Regione Lazio, Chorus Inside International, Chorus Inside Lazio, Federcori. Parco dei Castelli Romani, Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini.

Dal momento della fondazione del Coro a oggi abbiamo vissuto venticinque anni di voci che si cercano, si ascoltano, si sostengono, si intrecciano come fili di luce, di passi condivisi, di respiri che diventano musica. Venticinque anni di prove, di emozioni condivise, di musica donata alla nostra comunità.

Quando, nel 2001, insieme a un gruppo di amici di Monte Compatri, abbiamo dato vita a questo coro, non sapevamo ancora quale cammino ci avrebbe atteso. Volevamo semplicemente creare uno spazio dove la musica potesse unire le persone, farle crescere, farle sentire parte di qualcosa di più grande.

Ieri, guardando il Duomo colmo di presenze, capisco che quel seme, prodotto da un desiderio collettivo, è diventato un albero grande, capace di dare riparo, emozioni.

In questi venticinque anni, il Coro Moreschi ha avuto la fortuna di essere guidato da Maestri che hanno lasciato un’impronta profonda. ieri sera sono stati tutti con noi e hanno partecipato alla Rassegna dimostrando che le emozioni che abbiamo condiviso non si cancellano:

  • Alessandro Borghi, che ha dato al coro il primo respiro — essendo uno dei soci fondatori — e che ci ha fatto provare le prime armonie ed emozioni del primo e degli altri numerosi concerti.
  • Alessandro Vicari, che lo ha fatto crescere portando energia, rigore e una visione musicale ampia e generosa.
  • Gabriele Spampinato, che ne ha affinato la maturità musicale accompagnando il coro in anni di sviluppo e maturità artistica.
  • Luigi Ferrante, che ha ci ha donato passione, dedizione, armonia e un forte senso di comunità.
  • Adele Rossi che oggi ringraziamo per la guida nel nostro cammino e per la sensibilità e la cura con cui sta accompagnando il coro verso nuove armonie e nuove diverse modalità rappresentative.

A tutti voi, Maestri, va la nostra gratitudine più sincera. Senza di voi, questa storia non avrebbe trovato la sua voce.

Ma è necessario ricordare anche chi non è più accanto a noi.

Claudina Robbiati — il nostro Presidente storico che ci ha accompagnato e guidato a partire dalla fondazione — riversò nel coro la sua passione per la musica, la sua eccezionale umanità, la sua profonda sensibilità, il suo affetto generoso, la sua energia e la capacità di proporre iniziative e distribuire i compiti per realizzarle. Ha lavorato per noi finché il suo fisico glielo ha permesso e ora seguita a farlo attraverso il suo esempio umano che è impresso nelle nostre menti.

Gli undici coristi che hanno condiviso nel coro un tratto di strada, che hanno cantato con noi, che hanno donato la loro voce, la loro presenza, la loro amicizia. Li ricordiamo uno ad uno, come si ricordano le note di un accordo che resta sospeso nell’aria ma che non si vuole perdere:

Dario Doria, Jole Comandini, Franco Gattari, Giuseppina Mastrofini, Urbano Missori, Vincenzo Annino, Maria Luisa Montereali, Roberto Campoli, Stefano Murè, Gabriella Di Modica, Anna Maria Troiani.

Le loro voci non risuonano più accanto alle nostre, ma continuano a vibrare dentro di noi, come un’eco che non si spegne. E in ogni nota che è stata cantata, c’era anche un po’ di loro.
Ho scritto una poesia pensando a loro, a ciò che resta, a ciò che continua, a ciò che la musica custodisce meglio di ogni parola.

    Armonia

Restano le vibrazioni
    nel tempo che non si ferma
Restano come luce
    che non chiede nulla
come un filo d’aria
    ch’ancor muove foglie
Noi cantiamo
    loro rispondono
da dove non ci sono ombre
Così la memoria
    diviene respiro
e il respiro
    diviene canto.

Ecco, questo siamo: una comunità di persone che, attraverso la musica, costruisce legami, custodisce memorie, genera bellezza. Siamo un coro che attraversa il tempo, che unisce chi c’è e chi non c’è più, che trasforma la memoria in voce e la voce in dono.
A tutti i coristi di ieri e di oggi, a chi ha diretto, a chi ha accompagnato, a chi ha sostenuto, a chi ci ha ospitato, a chi ha ascoltato: grazie.   

Grazie per questi venticinque anni di armonia, di impegno, di emozione condivisa attraverso la musica, perché la musica — più di ogni parola — sa unire, sa guarire, sa ricordare, sa portare luce.

Buon anniversario, Coro Moreschi.

E buon cammino, verso tutto ciò che ancora ci attende.


La cronaca

Ringraziamo il Comune di Monte Compatri per la partecipazione istituzionale della Vicesindaca Nicoletta Felici, dei Consiglieri comunali Elio Masi e Arianna Mastrofrancesco, insieme all’Assessore alla Cultura Serena Gara.

Anna Gentilini ha presentato la serata e ha scandito con professionalità tutte le fasi del concerto.

Ha iniziato ad esibirsi il Coro Alessandro Moreschi diretto dal M° Adele Rossi e accompagnato dal pianista M° Armando Pinci. Il Coro ha presentato tre brani:

Kyrie (A little jazz mass) di B. Chilcott cantato dalle sezioni femminili.
Ave Maria di B. De Marzi cantato dalle sezioni maschili.
Ora la Pace di B. De Marzi cantato dalle quattro sezioni che hanno accompagnato l’esibizione con i gesti del linguaggio dei segni.

Davanti all’altare del Duomo si è poi schierata la Corale Polifonica San Gregorio Magno diretta dal M° Gabriele Spampinato e accompagnata dal pianista M° Silvano Buogo. I brani presentati sono stati:

Popule meus di G.P. da Palestrina.
Jesu decus angelorum  (Jesus bleibet meine Freude) di J.S. Bach.
Salve Regina Mater Beata di G.F.Handel.
La Vergine degli Angeli di G. Verdi.
Coro di Schiavi Ebrei  (Va, pensiero) di G. Verdi.

Poi è stata la volta del Coro Opus InCanto diretto dal M° Alessandro Vicari e accompagnato al pianoforte dal M° Claudio Ginobi. Il programma eseguito:

Dirait-on di M.J. Lauridsen.
Sing alleluia, clap your hands di S.K. Albrecht.
Baba Yetu di C. Tin.
I can’t help falling in love di G. Weiss/L. Creatore (arr. A. Vicari).

L’ultima formazione corale ad esibirsi è stato il Coro Polifonico Note Controvento diretto dal M° Luigi Ferrante accompagnato dal pianista M° Michele Micarelli e dal percussionista M° Fabrizio Verduchi. Il programma presentato:

Haly holy Queen di Anonimo.
The Seal Lullaby di E. Whitacre.
Hallelujah di L. Cohen (arr. Pentatonix).
You Rise me Up di B. Graham.

Al termine delle esibizioni, i quattro cori si sono riuniti e il M° Alessandro Borghi accompagnato dal pianista M° Armando Pinci li ha diretti nell’esecuzione di:

Ave Verum Corpus KV 618 di W.A. Mozart

Il pubblico ha donato agli artisti applausi calorosi al termine di ogni esibizione, dimostrando il proprio gradimento.

È seguita la cerimonia della consegna degli attestati ai cori a dimostrazione della riconoscenza dell’organizzazione per la loro partecipazione; di una targa ai Maestri e, ad ognuno di loro, di un braccialetto con incise le parole “Grazie Maestro”.

Al termine della cerimonia è intervenuta l’Assessora alla cultura del Comune di Monte Compatri Serena Gara che ha dichiarato:

«Siamo qui stasera per una cosa semplice, ma non scontata: festeggiare insieme venticinque anni di attività del Coro Moreschi – ha spiegato l’assessore alla Cultura Serena Gara – Un traguardo che parla di impegno, passione e comunità. Desidero ringraziare i quattro maestri che si sono succeduti in questi anni e che oggi sono qui, ciascuno con il proprio coro, per condividere con noi questo anniversario. La loro presenza è il segno più autentico di una storia che continua e che appartiene a tutta Monte Compatri.»

Ci siamo poi spostati – quasi 200 persone – nel Teatro Don Narciso Bortolotti, che è stato gentilmente messo a nostra disposizione dal Parroco Don William Milanesio, a commentare e a consumare un eccellente buffet freddo offerto dal Coro Moreschi con il prezioso aiuto dell’Associazione Borgo Ghetto.

Non resta che avvisare tutti di tenersi disponibili per la prossima celebrazione: il 50° annicersario del Coro Alessandro Moreschi!

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